Ai confini della Valcerrina, splendida zona boschiva del Monferrato, Murisengo è un piccolo paese in provincia di Alessandria che regala piccole grandi scoperte artistiche, storiche e gastronomiche. Ecco i nostri suggerimenti su cosa vedere a Murisengo.

Cosa vedere a Murisengo

Per essere un paese di modeste dimensioni, Murisengo vanta una discreta quantità di chiese, come la parrocchiale dedicata San Candido e la parrocchiale di Sant’Antonio Abate, entrambe risalenti al ‘700. Nella parte alta del paese si trova inoltre la chiesa di San Michele, già citata in documenti risalenti al 1577.

chiesa di san michela a murisegno monferrato

Dopo aver visitato le più importanti, ci si può dedicare ad altre interessanti scoperte di questo luogo, ricco di sorprese lasciate dagli avi e dalla natura.

Il Castello di Murisengo, custode di storie monferrine

Un grande castello domina la collina con la sua imponenza. La torre merlata è, probabilmente, la parte più antica dell’edificio e anche quella che ha resistito meglio ai molti danni subiti dopo la caduta dei Marchesi del Monferrato.

Diversi proprietari si sono avvicendati in questo castello che è stato, infine, ristrutturato con cura nel 2012 ed è ora location di visite guidate ed eventi privati.

castello di murisengo

Il ricordo più caro custodito dalle mura di questo antico edificio?
Quello di Silvio Pellico, intento a scrivere la Tragedia di Francesca da Rimini, ospitato nelle sue sale.

Il Belvedere e la Torre di San Pietro: i punti panoramici

Il posto ideale per avere un colpo d’occhio scenico sulle colline che circondano Murisengo è il Belvedere di via Serramadio: un posto reso accogliente da una rinnovata pavimentazione e da comode panchine e dal quale dare collocazione a Murisengo all’interno della “galassia monferrina”, anche con l’aiuto di un pannello sinottico.

Alla domanda “cosa vedere a Murisengo?” non si può non rispondere con la Torre di San Pietro! Collocata in un punto da cui godere di un panorama mozzafiato sulle colline Unesco, la Torre di San Pietro è un edificio romanico oggi situato in mezzo alla natura ma un tempo parte dell’omonima Chiesa.

torre romanica san pietro a murisengo

La Pirenta e l’anfiteatro nella Cava di Gesso: tracce di un passato glorioso

Puoi immaginare uno stabilimento termale a Murisengo?

Oggi ciò che resta di questa “antica spa” è una fontana di gusto neogotico da cui sgorga la stessa acqua sulfurea che un tempo riempiva intere vasche, costruite per accogliere turisti alla ricerca di benessere.

La Pirenta, infatti è una fonte collocata sul terreno tufaceo-calcareo, posto alle radici del Montelungo, da cui sgorga un’acqua che un tempo era ritenuta capace di curare problemi come ostruzioni addominali, disturbi gastrointestinali e di alleviare i sintomi di malattie cutanee come scabbia ed erpes.

Il passato di Murisengo non è solo legato al benessere ma anche al lavoro.

murisegno anfiteatro

A testimoniarlo è l’antica cava di gesso: un posto che, dopo la chiusura delle attività estrattive, è stato lasciato alla colonizzazione della natura selvaggia, per poi essere valorizzato da un’importante opera di recupero.

Il bianco delle pareti di gesso, che contengono l’antico cratere della cava, fa da sfondo ad un bellissimo anfiteatro dove assistere ad eventi culturali oppure passeggiare godendo di inaspettati affacci sul borgo antico della Città o sulle colline circostanti.

Il tartufo di Murisengo: l’eccellenza e la fiera

Quando si parla di Murisengo, non si può che avere la percezione di sentire il profumo di tartufo bianco. Più che un’illusione è proprio un riflesso incondizionato, soprattutto per chi ha avuto la fortuna di partecipare, almeno una volta nella vita, alla Fiera del Tartufo di Murisengo, conosciuta anche col nome di “Trifola d’Or”.

Se credevate che sua maestà il Tuber Magnatum Pico fosse presente solo ad Alba, troverete una fantastica scoperta proprio in questo paese del Monferrato, dove, da sempre, abili trifolau, accompagnati dai loro cani da tartufo (chiamati tabui), praticano l’arte della ricerca e della valorizzazione di questo prodotto di grande eccellenza.

Recatevi a Murisengo tra novembre e dicembre e scoprirete che il profumo di tartufo bianco non è un’illusione, non è un riflesso incondizionato, ma è una suadente realtà che giunge da quel piatto di tagliolini burro e salvia o da quella terrina di fonduta bollente.

Il legame tra Murisengo e la Famiglia Lavazza

Murisengo, paese del caffè. Ma non aspettatevi di trovare piantagioni o stabilimenti di tostatura in grado di inquinare il profumo di tartufo nell’aria autunnale!
Il binomio Murisengo e caffè, infatti, è dovuto ad un legame tra questo paese e la famiglia Lavazza, il cui primo patron ha avuto i natali in questo paese.

Luigi Lavazza, infatti, è nato nel 1859 proprio a Murisengo e il suo legame con questo paese è rimasto forte anche dopo il suo trasferimento nel capoluogo piemontese, per l’apertura della famosa drogheria con laboratorio di tostatura che fu l’embrione di quella che oggi è un’industria multinazionale del caffè.

Ancora oggi Alberto Lavazza, cittadino onorario di Murisengo, tiene ben saldo il legame tra la “Famiglia del Caffè” e il piccolo comune del Monferrato che ha dato i natali al suo illustre antenato.

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Martina Pugno

In perenne viaggio tra Cremona e il Monferrato, amo godermi tutto il bello delle colline in cui sono nata. Se vuoi sapere di più su come trascorro il mio tempo in Monferrato leggi i miei post, troverai spunti utili. Se, invece, vuoi sapere cosa faccio quando non girovago tra un sentiero e l’altro, puoi leggere qui: www.martinapugno.com. | Visita sito

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