Un vino elegante, delicato, femminile. Tutto questo è il Moscato d’Asti DOCG, un vino diventato ormai simbolo dell’abbinamento per concordanza in fatto di dessert.
Ecco le caratteristiche e le particolarità di un vino che è un fiore all’occhiello per il Monferrato e che non va confuso con un’altra eccellenza del territorio, ovvero l’Asti DOCG.

Moscato d’Asti caratteristiche

Un vino che si presenta di un giallo paglierino, a volte tendente al dorato e con una lucentezza invidiabile. I profumi sono travolgenti e richiamano il muschio, i fiori e i frutti bianchi, mentre non mancano i ricordi di miele.

Al suo inconfondibile sentore di muschio si deve il nome del vino e dell’omonimo vitigno da cui viene prodotto, che, in tempi antichi suonava come “Mocatellum”.

Il successo di questo e di altri vini bianchi piemontesi a bassa gradazione alcolica si deve a Giovan Battista Croce, gioielliere della Famiglia Savoia che, alla fine del Cinquecento, volle affiancare questi vini a quelli tipici della tradizione piemontese, rossi e di corpo.

calice di vino bianco

Moscato d’Asti gradazione alcolica

Una delle caratteristiche principali del Moscato d’Asti, insieme alla sua dolcezza, è proprio la bassa gradazione alcolica. Anche se i gradi di alcool svolto possono cambiare, da vino a vino e da annata ad annata, in media, un Moscato d’Asti ha dai 4,5 ai 6,5 gradi di Alcool svolto. Questo lo rende adatto anche a chi non ama i vini troppo alcolici e agli astemi che fanno un piccolo strappo alla regola per un’occasione speciale.

Vitigno Moscato Bianco

Il vitigno da cui prende vita il Moscato d’Asti DOGC è il Moscato Bianco. Il nome originario di questo vitigno è “Muscat Blanc à Petit Grains” e si tratta di un vitigno molto diffuso in tutto il mondo e, in particolare, nel Mediterraneo. Naturalmente, come spesso avviene per i vitigni alloctoni, il Moscato Bianco assume caratteristiche differenti a seconda del luogo specifico in cui viene coltivato e, qui, tra la provincia di Asti e di Alessandria, trova un’eccezionale possibilità di espressione.

Il Moscato Bianco è un vitigno aromatico per eccellenza, infatti, tutto l’aroma dell’acino maturo arriva, quasi inalterato nel vino.

Moscato d’Asti disciplinare

Il Moscato d’Asti ha ottenuto la DOCG nel 1993 ma non va confuso, come accennato prima, con un’altra grande Denominazione a Origine Controllata e Garantita del territorio, ovvero l’Asti DOCG che è un vino spumante di grande qualità.

Il Moscato d’Asti è un vino fermo, prodotto al 100% da uve di Moscato Bianco provenienti da uno dei 52 comuni specificati dal disciplinare, collocati tra le provincie di Asti, Cuneo e Alessandria.

Degustare il Moscato d’Asti: come e dove

Aprire una bottiglia di Moscato d’Asti DOCG è un po’ come ricevere una cartolina dal Monferrato.

Un vino questo che, come molti tutti, può essere esaltato da un servizio alla giusta temperatura, nel giusto bicchiere e con l’abbinamento più azzeccato. Se non si vuole correre il rischio di sbagliare, poi, si può scegliere di andare a degustare il Moscato d’Asti direttamente nei luoghi in cui viene prodotto.

Moscato d’Asti temperatura di servizio

Non si faccia l’errore di pensare che tutti i vini bianchi vadano serviti ghiacciati.

I vini come il Moscato, per esaltare la propria aromaticità, devono restare ad una temperatura di 10-12° per esprimere il loro meglio.

Il giusto bicchiere per Moscato d’Asti

La scelta del bicchiere dipende dall’abbinamento. Il Moscato d’Asti DOCG viene proposto quasi esclusivamente, in abbinamento per concordanza, con dessert, ma può succedere di volerlo sperimentare a tutto pasto, con pietanze molto particolari.

Nel primo caso, il più comune, il vino verrà servito nella classica coppa, che ne esalta i profumi aromatici, nel secondo, un classico bicchiere per vini bianchi aromatici secchi sarà un ottimo compromesso.

moscato d'asti nel bicchiere a coppa

Moscato d’Asti abbinamenti

Capiterà molto raramente di abbinare il Moscato d’Asti per contrasto. Le occasioni per gustare il Moscato d’Asti con cibi diversi dai dessert, possono essere rappresentate da piatti speziati della cucina orientale, da formaggi stagionati o erborinati oppure, ancora, da un piatto di fegato.

In generale, la pasticceria secca è l’ideale per essere gustata con il Moscato d’Asti. L’abbinamento territoriale migliore? Quello con la Torta Monferrina di Mele, Cacao e Amaretti.

Cantine Moscato d’Asti: andare a trovare il vino proprio dove nasce

Farsi raccontare e servire un vino tipico come il Moscato d’Asti direttamente da chi, da generazioni, lo vede nascere è un’esperienza sensoriale che coinvolge ben più dei cinque sensi. Scoprire la storia dei posti e delle persone che lavorano per imbottigliare questo vino è come sorseggiare gocce di vita.

L’Azienda Agricola Ghiga accoglie gli amanti del vino per mostrare i territori che hanno dato i natali a questo vino e per farlo assaggiare con tutto il suo bagaglio di storia, cultura ed emozioni.

A Nizza Monferrato, poi, l’Az. Agricola Ivaldi Dario offre un percorso che comprende la visita in cantina, al vigneto e la degustazione dei vini prodotti, tra cui, ovviamente, non manca il Moscato d’Asti DOGC

Moscato d’Asti prezzo

Come sempre, parlare di prezzi in fatto di vini è molto difficile se non facendo riferimento al vino specifico, inteso come brand produttore, annata, particolari metodi di vinificazione e affinamento.

In generale, si può solo dire che non si tratta di un vino di fascia alta e che la forbice di prezzo media può essere individuata tra i 6 e i 15 Euro a bottiglia.

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Francesca Rolle

Vendo vini, assaggio vini e racconto vini….a volte anche ai miei figli come fiaba della Buonanotte!
Sono sommelier AIS da qualche anno ma amo il vino fin dal primo assaggio e non solo per il suo sapore ma per il gusto della scoperta che accende in me.
La cosa che mi appassiona di più è scoprire la storia, fatta di luoghi e di uomini, che ogni vino racconta. | Visita sito

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