D – Etciù!
M – Sei sveglio?
D – Mmhhh.
M – Dani, è un disastro… Sono le cinque e mezza del mattino e non riesco più a dormire per colpa della luce che entra nella stanza.
D *prende in mano il telefono*
Silenzio.
D- … Veramente sono le 10.56.
*censura*

Inizia così, con giusto quelle due piccole orette di ritardo che fanno sempre piacere, la nostra gita al Forte di Gavi.

Il programma di questa giornata prevede una visita a Gavi, per visitare la sua famosa fortezza, un tempo roccaforte a protezione dell’Alto Monferrato.

Forte di Gavi: dove si trova

Gavi è una cittadina monferrina della provincia di Alessandria. Sorge nelle vicinanze di Novi Ligure ed è molto vicina al confine più settentrionale della Liguria.

Trovare il castello è facile: diciamo che sa come farsi notare.
La struttura si erge in cima al colle che sovrasta il borgo di Gavi e si staglia imponente di fronte alla piccola stradina che dal paese si inerpica sulla collina.

Visitare il castello di Gavi

Scendendo verso l’ingresso si ha quasi l’impressione di dirigersi verso un antro magico: scavato nella roccia, il forte si sviluppa dalla montagna, rendendo difficile stabilire i confini tra l’uno e l’altra. In effetti, questi confini spesso non ci sono: su molte pareti interne ed esterne del forte si possono notare gli strati di roccia viva che si fondono con la struttura e i segni lasciati sull’arenaria dagli scalpelli dei costruttori.

Un toccasana per chi soffre di cervicale e ama i luoghi freddi e umidi.

Del resto sin dal Medioevo, quando la prima parte dell’edificio attuale è stata costruita, lo scopo è sempre stato difensivo, come si evince dalle pareti alte oltre 20 metri che si tuffano a strapiombo nel nulla.

· Consiglio bonus · Di fronte all’ingresso, un cartello invita ad attendere l’apertura delle porte ma se, come, noi programmate una gita alle 10.30 per poi ritrovarvi ad arrivare ad un orario improbabile come le 14.30 di un qualsiasi giorno infrasettimanale, se il portone non si apre suonate il campanello. Non è detto che effettivamente ci sia un tour in corso e che qualcuno all’interno sospetti della vostra presenza.Insomma, se nessuno si fa vivo, palesatevi voi.

La fortezza come si presenta oggi

Il Forte di Gavi è uno dei castelli più suggestivi di tutto il Piemonte. Purtroppo non è visitabile per intero, ma fidatevi, c’è di che riempirsi gli occhi tra dettagli architettonici e un panorama che abbraccia le montagne e la valle circostante per chilometri e chilometri.

La struttura è talmente grande che ospita al suo interno una vera e propria cittadella, una chiesetta, vari bastioni e quelle due o tre cosette che possono sempre far comodo in una casa, come abbondanti celle per i prigionieri, una modesta polveriera e un paio di enormi cisterne per l’acqua piovana.

Forte di Gavi, più di mille anni di storia (riassunti, promesso!)

Si suppone che le prime costruzioni in loco siano di epoca pre romana ed è facile immaginare perché la struttura abbia continuato a mutare e svilupparsi, senza che venisse mai abbandonata: il castello si trova in una posizione perfetta per difendere la Liguria dal Nord (chiunque fosse, nel corso dei secoli, a rompere le balle dal Nord).

Ebbene sì, molti castelli del Monferrato hanno vocazione difensiva, ma questa fortezza (colpo di scena!) per lungo tempo è servita a difendere i genovesi proprio dal Monferrato. Ma andiamo con ordine, che qui i cambi di proprietà sono sufficienti a far impazzire anche il più coraggioso impiegato del Catasto:

973 – 1528

Il primo documento che fa riferimento al Castello di Gavi risale al 973, mentre nel 1191 un successivo documento ci rivela che Enrico VI, il figlio di Federico I il Barbarossa, donò il castello e il borgo di Gavi alla Repubblica di Genova. La fortezza restò genovese fino al 1418, per poi passare ai Visconti di Milano. Si susseguirono i Fregoso, gli Sforza e gli alessandrini Guasco, che nel 1528 vendettero di nuovo il castello alla Repubblica di Genova.

1540
Nel 1540 l’ingegnere militare Giovanni Maria Olgiati riprogettò la cinta muraria e realizzò nuovi bastioni, trasformando di fatto il castello in un vero e proprio forte. Oh, qui si fa sul serio!

Forte di Gavi

Vista panoramica dal Forte di Gavi

1626
Quando non era impegnato ad inquisire Galileo Galilei, il frate domenicano Vincenzo da Fiorenzuola si dilettava nell’architettura militare. Così, a lui vennero affidati i lavori per trasformare il Forte di Gavi nella fortezza che sostanzialmente possiamo ammirare ora. I lavori proseguirono in realtà fino al secolo successivo, con l’aiuto dei più famosi ingegneri militari dell’epoca.

1859
A partire dal 1859 la fortezza piemontese cambiò destinazione d’uso, diventando un reclusorio civile: le sue celle ospitarono i prigionieri di guerra austriaci e i disertori italiani durante la prima guerra mondiale, per poi fare generosamente spazio ai prigionieri inglesi e ai militari italiani durante il secondo conflitto mondiale.

1946
La fortezza di Gavi viene affidata alla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte e, dal 1978, sono in corso le opere di restauro con la speranza che, prima o poi, si possa rendere visitabile l’intera struttura.

Consigli utili per uccidere i nemici senza sporcare casa

Visitare il Forte di Gavi non è solo un modo per arricchire la propria cultura e per ammirare splendide opere umane e naturalistiche: si possono anche trarre piacevoli spunti utili per la quotidianità.

Ad esempio, si possono imparare dei gradevoli metodi per uccidere i propri nemici senza sporcare casa.

Il primo metodo messo in pratica è quello di realizzare scalinate con gradini fortemente asimmetrici tra loro e invitare i vostri ospiti a scendere al piano di sotto. Voi farete attenzione, ma loro no: moriranno con l’osso del collo rotto, senza imbrattamenti di sangue. Splendido no!?

Se, invece, non volete ristrutturare, potete prendere spunto da un altro modo intelligente per sbarazzarvi degli scocciatori, molto in voga nel Forte di Gavi. Innanzitutto, aprite per loro il ponte levatoio e fateli accomodare gentilmente nell’atrio.

Poi, però, chiudete la porta d’ingresso e anche tutte le altre, lasciandoli bloccati all’interno del vano, e correte al piano di sopra: dalle fessure che avrete precedentemente realizzato sul pavimento del primo piano potrete far colare sui vostri scocciatori del metallo fuso, che prima li ucciderà, poi si rapprenderà. A quel punto sarà facile staccarlo dal pavimento senza dover far ripiastrellare ogni volta.

· Consiglio bonus · Se avete vicini di casa particolarmente bellicosi, vi suggerisco di progettare la vostra abitazione proprio come quella del Forte di Gavi, prevedendo un sottotetto alto circa 5 o 6 metri, per riempirlo di terra. Certo, portare tutta quella terra lassù è un lavorone, ma quando il vostro vicino vi lancerà delle bombe esplosive sul tetto la terra ne attutirà la caduta, limitando i danni e impedendo la propagazione di incendi. Sempre meglio di niente, no?

Una fuga da film: le rocambolesche avventure di quel figaccione di Jack Pringle

Una delle storie più appassionanti che riguardano il Forte di Gavi è relativamente recente: il castello vanta un personaggio leggendario le cui avventure sono degne di un film d’azione.

Il protagonista è il maggiore Jack Pringle, (no, non inventò le celebri omonime patatine, ho verificato), ma un ufficiale inglese che nel 1943 cambiò per sempre la storia del castello piemontese. Il Forte di Gavi, infatti, fino al 21 aprile di quell’anno era considerato un luogo dal quale era impossibile fuggire: per questo, i prigionieri con tentativi di fuga alle spalle, come il nostro caro Pringle, venivano inviati qui.

L’impossibile restò impossibile fino a quando Jack Pringle e altri undici compagni di cella dimostrarono il contrario, anche se soltanto l’ufficiale inglese riuscì effettivamente ad allontanarsi dal Forte. Come fecero e come andò a finire la sua fuga non ve lo racconto: andate a scoprirlo voi stessi, ascoltando direttamente il suo racconto.

Un’ultima lezione da imparare dal Forte di Gavi

Quando stai lavorando a un progetto noioso e ti sembra non finisca mai, pensa che per l’ampliamento del Forte di Gavi ci sono voluti circa 100 anni di su e giù lungo un’impervia mulattiera con sacchi di sabbia e materiali vari sulle spalle. Dài, forse poteva andarti peggio.

Forte di Gavi: orari delle visite

Le visite al Forte di Gavi sono aperte dalle 8.30 alle 16.30, da ottobre a marzo. Da aprile a settembre si accede al Forte dalle 8.30 alle 16.30 nei giorni feriali e dalle 9.30 alle 17.30 nei festivi. I giorni di apertura non sono fissi, ma potete verificarli attraverso la tabella del Polo Museale del Piemonte.

Il Forte di Gavi e i suoi fantasmi

Come ogni fortezza di origine antica, anche la storia del Forte di Gavi sconfina spesso nella leggenda: sono diversi i personaggi spettrali che si narra possano essere visti all’interno della fortificazione e sulla collina che porta ad essa. Prendete una notte di luna piena, una gelida folata di vento e… Preparatevi a vedere l’inaspettato!

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L’imponente castello Forte di Gavi, avamposto del Monferrato

Martina

  1. Il Forte di Gavi è una delle strutture fortificate più suggestive del Monferrato intiero.
  2. Jack Pringle è così cool che farà sentire cool anche voi di riflesso.
  3. Sapere come uccidere i nemici senza sporcare casa può sempre tornare utile.

Daniele

  1. La maestosità del Forte colpisce davvero.
  2. È una struttura spettacolare, merita di essere valorizzata.
  3. Gli appassionati di storia (ma non solo)  avranno di che gioire qua dentro.

Martina Pugno

In perenne viaggio tra Cremona e il Monferrato, amo godermi tutto il bello delle colline in cui sono nata. Se vuoi sapere di più su come trascorro il mio tempo in Monferrato leggi i miei post, troverai spunti utili. Se, invece, vuoi sapere cosa faccio quando non girovago tra un sentiero e l’altro, puoi leggere qui: www.martinapugno.com. | Visita sito