Un itinerario per “collezionare” Infernot, un percorso attraverso antichi borghi e storiche cantine, cullati dal dolce saliscendi delle strade che solcano le verdi colline del Monferrato Casalese.

Durante il nostro girovagare tra le verdi colline del Monferrato Casalese ci è venuta l’idea di scrivere un piccolo tour, un itinerario da percorrere in auto o in moto che passa per alcuni dei paesi più rappresentativi di tutta questa zona. Un percorso che diventa sia una bella occasione per ammirare un paesaggio sempre emozionante, sia il momento buono per visitare borghi meravigliosi quasi dimenticati e, più ancora, i segreti che si celano sotto le loro case e strade, ovvero le storiche cantine che danno il nome all’intera area: il Monferrato degli Infernot.

Decretati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità, gli infernot sono opere d’arte uniche al mondo: si tratta di anfratti, piccole cantine dall’aspetto di grotte ricavate sotto alle case scavando nella pietra arenaria e realizzate per la conservazione ottimale dei vini.

Averli qui è un vero e proprio privilegio e fonte di vanto per il Monferrato e il Piemonte intero e motivo di orgoglio per i suoi abitanti.

Ecco un itinerario in auto per una giornata alla scoperta degli infernot.

Cella Monte, in Monferrato uno dei borghi più belli d’Italia

Nel pensare a come strutturare il nostro itinerario ci è venuto naturale scegliere come punto di partenza il paese di Cella Monte, sede dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni, l’ente che supervisiona e tutela tutti gli Infernot della regione. Qui è possibile organizzare una visita guidata dove si può apprendere tutta la storia della pietra da cantoni e degli infernot, due punti saldi della cultura di questa terra.

Visita agli infernot: orari e aperture

Il museo è sempre aperto la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, ma telefonando è possibile organizzare una visita anche in altri momenti, secondo disponibilità. Il consiglio che vi diamo è quello di consultare il sito dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni per verificare eventuali variazioni degli orari (possono cambiare a seconda della stagione).

Proprio nella sede dell’Ecomuseo, in Piazza Vallino a Cella Monte, potrete visitare il primo infernot e raccogliere tutte le informazioni che vi serviranno per andare alla scoperta delle tantissime altre cantine sparse per il territorio e apprendere i segreti che si celano dietro a questa forma d’arte.

Quello dell’Ecomuseo non è l’unico infernot di Cella Monte, ce ne sono diversi altri, sono privati ma visitabili previo accordo con i proprietari.

Cos’altro vedere a Cella Monte

Cella Monte è stato eletto uno dei Borghi più belli d’Italia e merita una visita tra le vie del borgo. Il caratteristico colore degli edifici è dato proprio dall’arenaria che caratterizza queste terre, dalla quale sono stati ricavati i blocchi di pietra (le pietre da cantoni, appunto) per la costruzione delle case.

Si tratta di una pietra che conserva antichissimi ricordi di questa zona: ancora oggi osservando da vicino i muri delle case potete vedere incastonati nella pietra splendidi resti di conchiglie fossili, testimonianza di quando, milioni di anni fa, il Monferrato era lambito dal mare.

Ad ingresso paese verrete invece accolti dalla Chiesa di San Quirico, un edificio posto su una piccola collina e circondato da un gradevole parchetto nel quale concedersi una sosta con vista sulle montagne.

Ecomuseo Pietra da Cantoni

La facciata dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni di Cella Monte

Dove parcheggiare a Cella Monte

Arrivati in paese a Cella Monte potete lasciare l’auto o la moto nell’ampio parcheggio libero all’ingresso del paese, in Via Cipriano Cei, nei pressi del piccolo parco e del bar e proseguire a piedi, magari gustandovi una passeggiata tra le vie del borgo.

Sala Monferrato, tra Big Bench e antichi sapori

Da Cella Monte l’itinerario prosegue immettendosi in Via Circonvallazione verso Sala Monferrato, un piccolo paese dominato nel punto più alto del borgo dalla Chiesa di San Francesco ed è proprio qui che dovrete arrivare per vedere l’infernot. La cantina è stata infatti scavata nei sotterranei della Chiesa.

Sala Monferrato è adagiato sul dolce pendio di una collina e, passeggiando per le sue strade, si può notare anche ciò che rimane di quello che un tempo fu l’antico castello dei signori della zona.

Per quanto piccolo, Sala Monferrato gode comunque di una certa fama, dovuta al frutto dei suoi vigneti e al rinomato Salame Muletta, prodotto tipico del Monferrato e, in particolare, di questo Comune.

colline dalla big bench

La vista panoramica dalla Panchina Gigante di Sala, parte del Big Bench Project

Dove parcheggiare a Sala Monferrato

Entrando in paese a Sala Monferrato da Via Ozzano potete svoltare a destra in Via Roma e lasciare la macchina in uno dei tanti parcheggi che costeggiano la strada.

Cos’altro vedere a Sala Monferrato

Imboccando Via Marconi ci si lascia il paese alle spalle in direzione di Ottiglio. Poco fuori dal centro abitato si giunge in prossimità del cimitero e si incontra, sulla destra, la Big Bench di Sala Monferrato.

Una sosta qui è d’obbligo! Anche solo per godersi qualche istante di pace contemplando il panorama offerto dalla seduta della sproporzionata panchina! Se poi si capita qui nel tardo pomeriggio di un qualunque giorno d’estate, quando la luce del sole copre i colli monferrini con un velo dorato, la vista diventa davvero emozionante, non importa se è la seconda, la decima o la centesima volta che ci si sofferma.

Ottiglio, paese di grotte misteriose e artisti

Dalla Big Bench di Sala Monferrato si giunge a Ottiglio. Il paese purtroppo non ha infernot pubblici, ma questo non significa che quelli privati non siano visitabili! Sul portale dell’Ecomuseo della Pietra da Cantoni si possono trovare tutte le indicazioni e i contatti per organizzare le visite.

Un infernot si trova nella suggestiva frazione di Moleto: i suoi abitanti sono solamente una manciata ma la borgata è un luogo affascinante e magico, assolutamente da vedere! Moleto, per quanto poco abitato, è un punto di riferimento per gli artisti del territorio. Qui ha sede il collettivo ArtMoleto e sono molte le manifestazioni e gli eventi che qui vengono organizzati.

Dove parcheggiare a Ottiglio

Nella parte bassa del paese potete raggiungere Piazza Filippini e lasciare la vostra macchina nel comodo parcheggio per poi raggiungere a piedi il borgo alto.

Cos’altro vedere a Ottiglio

Ottiglio si divide in due parti, una bassa e una alta. Ottiglio Alto è sovrastato dal suo castello, anche se in realtà si tratta più di una grande casa nobiliare, ancora oggi proprietà privata e per questo non visitabile. A fare da compagna al castello, sulla cima del colle, si staglia la Chiesa di San Germano, all’apparenza tanto semplice all’esterno quanto in grado di stupire una volta varcata la soglia del suo portone.

Un’altra particolarità di Ottiglio sono le Grotte dei Saraceni, situate nei pressi della frazione Moleto. Si dice che nascondano il tesoro dei Saraceni , tanto che un tempo, durante l’inverno, la gente libera dal lavoro nei campi passava le giornate a scavare vicino alle Cave di Moleto alla ricerca del leggendario bottino.

Olivola: una magia in pietra da cantoni

Da Ottiglio si riparte in direzione di Olivola, raggiungibile in meno di 10 minuti d’auto. Olivola è un altro borgo singolare e affascinante che oggi conta poco più di un centinaio di abitanti. Qui, nel piccolo paese, troverete un solo infernot visitabile, l’Infernot di Villa Antonella.

Il campanile pendente della chiesa di San Pietro a Olivola

Cos’altro vedere a Olivola

Quello che colpisce fin da subito sono le case che popolano il paese, quasi tutte molto simili tra di loro, con i caratteristici muri in pietra da cantoni in bella vista e le persiane dipinte nella stessa tonalità di verde/blu; sembra quasi una ricostruzione per quanto sia perfetto nella sua – concedetemi il gioco di parole – tipicità atipica.

Bastano davvero pochi passi per visitare Olivola, ma non lasciatevi ingannare da queste parole, sono certo che vi sarà difficile non rimanere a bocca aperta. Concedetevi una passeggiata per i vicoli del borgo e arrivate fino in fondo al paese, alla fine di Via Duca D’Aosta: su un piccolo rialzamento incontrerete la particolare Chiesa di San Pietro con il suo campanile pendente. Dando le spalle alla facciata della chiesetta potrete ammirare un panorama da lasciarci gli occhi! Il consiglio che mi sento di darvi è di dedicare a Olivola un po’ del vostro tempo, fermatevi per un pranzo in uno dei ristoranti o anche solo per un calice di vino, non ve ne pentirete.

Dove parcheggiare a Olivola

Arrivando a Olivola da Via Vittorio Veneto è possibile lasciare la macchina subito sulla sinistra. Sulla destra vedrete  un ampio piazzale in ghiaia: è una proprietà privata e non è possibile parcheggiare.

Frassinello Monferrato, un castello da favola

La distanza tra Olivola e la prossima tappa è davvero breve, in pochi minuti si giunge infatti a Frassinello Monferrato. Qua sono due gli infernot visitabili, anche in questo caso si tratta di proprietà private, facilmente contattabili per concordare una vostra visita.

Cos’altro vedere a Frassinello Monferrato

Anche qui, dalla cima della collina il castello sorveglia il borgo. Oggi il Castello di Frassinello è diventato b&b, albergo e location per eventi e cerimonie.
Anche Frassinello si distingue per le sue innumerevoli case in pietra da cantoni che esaltano il fascino del paese.

Dove parcheggiare a Frassinello Monferrato

La grande Piazza Regina Margherita è il posto migliore dove lasciare la macchina e da dove cominciare la vostra esplorazione di Frassinello Monferrato.

Un paese in danza: Vignale Monferrato

Da Frassinello ci si mette di nuovo sulla strada, questa volta la meta è Vignale Monferrato. Qui gli infernot visitabili sono 4 ma di questi uno solo è pubblico: l‘Infernot Belvedere. Come suggerisce il nome, si trova esattamente sotto al Belvedere Melvin Jones. Per raggiungerlo da Piazza del Popolo imboccate Via Bergamaschino, dopo pochi metri troverete una grande scalinata che sale sulla destra e l’indicazione per il Belvedere. Godetevi la vista anche da qui, poi, nel piccolo parchetto adiacente, vedrete la porta d’ingresso all’infernot. Come sempre sono organizzabili visite anche presso gli atri infernot di Vignale Monferrato.

Infernot a Vignale Monferrato

L’Infernot Belvedere di Vignale Monferrato

Cos’altro vedere a Vignale Monferrato

Vignale offre almeno un paio di terrazze panoramiche dai quali ammirare il paesaggio collinare e le più lontane Alpi. Se la giornata lo permette, fermatevi qualche istante nei pressi della Chiesa di San Bartolomeo o al Belvedere Melvin Jones, lo spettacolo è assicurato.
Palazzo Callori è un’altra tappa fondamentale per Vignale Monferrato, anche solo per gustarne l’imponenza degli esterni. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, tradizionalmente le strade e le piazze di Vignale si animano con il Vignale Monferrato Festival (già Vignale Danza).

Dove parcheggiare a Vignale Monferrato

Una volta giunti a Vignale dirigetevi verso Piazza Italia, qui troverete un ampio e comodo parcheggio che vi offrirà un comodo accesso per il centro del paese.

Camagna Monferrato, a casa di Sant’Eusebio

Sono ben 8 gli infernot visitabili qua a Camagna e sì, purtroppo (per noi visitatori ovviamente) sono tutti proprietà privata. Salvo qualche eccezione non è comunque difficile organizzare delle visite, i volontari anche qui sono molto disponibili e in ogni caso lasciatevi dire che se anche doveste fare fatica a trovare il modo di far coincidere tutto, alla fine ne sarà valsa la pena!

La cupola di Camagna

La cupola della Chiesa di Sant’Eusebio vista all’ingresso di Camagna Monferrato

Cos’altro vedere a Camagna Monferrato

Potrò sembrare anche monotono ma non dico una bugia se dico che mi sono innamorato di Camagna già la prima volta che ci sono stato. Sarà stato il paese in sé, la sua meravigliosa cupola della Chiesa di Sant’Eusebio, le persone che ho incontrato e conosciuto, di preciso non lo so. Quello che so per certo è che questo è un posto splendido. Da Camagna si riparte per l’ultima tappa.

Dove parcheggiare a Camagna Monferrato

Il parcheggio di Piazza Lenti a Camagna è perfetto per fermarsi. Da qui parte subito una scalinata che vi condurrà al cortile della Chiesa di Sant’Eusebio.

Rosignano Monferrato, magia tra Big Bench, cantine e castelli

A Rosignano Monferrato gli infernot visitabili sono 4, il Comunale è l’unico pubblico del quartetto, gli altri 3 sono visitabili su richiesta.

Quello che conduce all’ultimo paese del nostro tour è il tratto di strada più lungo dell’intero itinerario. In quanto a bellezza Rosignano Monferrato non si discosta molto dalle tappe precedenti, anche questo è un borgo affascinante e lo si nota forse ancora di più osservandolo dalla sua Big Bench. La grande panca è immersa in un vigneto poco fuori dal borgo e da qui si può godere di una vista incredibile.

Big Bench di Rosignano Monferrato

Rosignano Monferrato visto dalla sua Big Bench

Cos’altro vedere a Rosignano Monferrato

Se siete arrivati fin qua non potete non ritagliarvi un po’ di tempo per fare tappa al Castello di Uviglie e al Castello Mellana, visitabili su prenotazione. Visibile dall’esterno, in centro paese si incontra anche la torre civica, eretta nel 1852. Percorrendo la strada che costeggia il Castello Mellana, inoltre, è possibile scendere fino sotto il Belvedere del paese e ammirare gli strati rocciosi che compongono la rocca sulla quale sorge Rosignano.

Dove parcheggiare a Rosignano Monferrato

Arrivando a Rosignano Monferrato potete dirigervi verso Piazza Enaco Faletti, dove un imponente muro di arenaria fa da custode ad un ampio parcheggio libero.

In ogni paese gli infernot sono stati catalogati e contrassegnati dall’Ecomuseo della pietra da cantoni. Aggirandovi per le vie dei borghi vedrete sui muri delle case che ospitano le storiche cantine un segnale con il marchio del museo e il nome dell’infernot.


Itinerario in auto tra colline e cantine nel Monferrato degli Infernot

Daniele

  1. Il percorso offre panorami molto belli da ammirare mentre si percorrono le strade collinari in auto, in moto e in bici
  2. Visitando gli infernot privati si incontrano persone splendide, che arricchiscono di passione e amore per il territorio ogni racconto
  3. Lungo tutto l’itinerario e negli infernot si può ammirare una grande varietà artistica e architettonica

Martina

  1. Ogni infernot è diverso dagli altri, impossibile stufarsi!
  2. Il tour permette di collezionare viste meravigliose sulle colline
  3. La varietà dei piccoli borghi attraversati stupisce: ognuno ha le sue peculiarità.

Daniele Farina

Cremonese doc, sono stato per undici anni disegnatore elettronico, poi la voglia di fare delle mie passioni un lavoro mi ha portato a gestire una formaggeria-salumeria. Tra camembert e culatelli, forme di grana e prosciutti, nel cuore ho sempre riservato un posto per la musica, la birra e la montagna. Da quando ho incontrato Martina, un po’ di quello spazio se l’è preso il Monferrato. | Visita sito