Halloween è arrivato!

Sei a corto di storie da brividi da raccontare ai tuoi amici? Il Monferrato è ricco di leggende e miti da far tremare chiunque, ne abbiamo scelta qualcuna da raccontarti.
Nelle leggende monferrine si possono trovare storie di case infestate, presenze soprannaturali e molto altro. Il nostro territorio è caratterizzato da leggende e miti che si tramandano di generazione in generazione.

Quelle che abbiamo scelto di raccontarti sono:

Sei curioso di scoprire le storie terrificanti del Monferrato? Allora, prepara i pop corn!

La leggenda del diavolo e del Bricco Lù

Bricco Lù si trova nei pressi di Costigliole d’Asti ed è uno dei luoghi più incantevoli del Monferrato. Dalla cima del colle, alto 310 metri, la vista delle dolci colline monferrine è davvero emozionante. Ci si può perdere ad ammirare il paesaggio anche sedendosi comodi sulla Big Bench rossa installata proprio qui, al Bricco Lù.

E se ti capitasse di passare di lì intorno all’11 agosto, magari a caccia di stelle cadenti, stai all’erta: potresti imbatterti nel fantasma di Gentucca!

Non conosci la leggenda? Te la raccontiamo noi!

Poldo, un giovane ragazzo innamorato della bella Gentucca, viveva in un cascinale al Bricco Lù. Gentucca aveva raggiunto l’età giusta per il matrimonio e i pretendenti che ne chiedevano la mano erano moltissimi.

Il padre di Gentucca, visti i numerosi giovani che la volevano in sposa, decise che durante la fiera di San Lorenzo dell’11 agosto ogni pretendente si sarebbe dovuto presentare con una coppia di buoi. Chi avrebbe portato gli animali migliori avrebbe sposato la giovane ragazza.

Poldo, disperato, sapendo che per la sua povertà non aveva possibilità, decise di chiedere aiuto al diavolo, con cui strinse un patto: Poldo si presentò alla fiera con la più bella coppia di buoi mai vista, aggiogata a un carro rosso e tra le mani un “pungolo d’oro”.

In cambio di tutto questo, però, il Diavolo gli chiese qualcosa di prezioso: la sua anima. Accecato dal desiderio di conquistare l’amata Gentucca, il giovane accettò.

Poldo vinse la gara e sposò Gentucca. I due vissero nel cascinale Bricco Lù, ma con il tempo Poldo si dimenticò del patto fatto con il diavolo. La stessa notte dell’anno seguente, l’11 Agosto, il diavolo tornò da Poldo per riscuotere l’anima promessa.

La tragedia si consumò presto: in pochi secondi Poldo precipitò in una voragine con i buoi, il carro e il pungolo d’oro, lasciando Gentucca a morire per il dolore della perdita del marito.

Lo spirito della ragazza, senza pace per la perdita, fa ritorno ogni anno nella notte di San Lorenzo al cascinale Bricco Lù alla ricerca di Poldo.

La Maga Alcina e la valle dei Guaraldi

moleto monferrato

Quella della Maga Alcina, originaria del paese di Ottiglio, è una tra le più celebri leggende monferrine.

Se dovessi recarti a Moleto, nella Valle dei Guaraldi, ti potrebbe capitare di vedere un bagliore uscire da una grotta e, poco dopo, potresti veder comparire una donna…

La leggenda narra che alcuni anni fa un giovane, nella notte del solstizio d’inverno, attraversando la Valle dei Guaraldi per andare a trovare la fidanzata, incontrò la Maga Alcina e si spaventò tanto da non riuscire mai più a percorrere quella strada. Successivamente, si sono susseguiti molti avvistamenti della maga.

Diversi testimoni hanno infatti raccontato che, durante le notti del solstizio d’inverno, da una grotta esce un fascio di luce bianco che si diffonde in tutta la valle. Nel momento esatto del solstizio, dal fascio di luce appare una candida figura femminile, dai lunghi capelli biondi.

È la Maga Alcina, che dopo essere uscita dalla grotta, si ferma per circa quindici minuti sulla soglia della grotta a pettinarsi i capelli.

Dopo aver terminato, la luce scompare e la donna rientra nella grotta senza più fare ritorno nel mondo esterno, fino al successivo solstizio d’inverno.

Pare che, nonostante la sua bellezza, la maga terrorizzi così tanto chiunque la veda da spingerlo a non fare mai più ritorno nella valle.

Gli spaventosi misteri di casa Stebava

Si dice che a Nizza Monferrato ci sia una casa misteriosa infestata dai fantasmi. Proprio così, da molto tempo ormai non si fa altro che parlare della Cascina Stebava, dove più di una volta sono stati avvistate presenze e sentiti rumori strani. Se ti dovesse capitare di passare da quelle parti, tieni le orecchie e gli occhi ben aperti!

La cascina Stebava è anche conosciuta come la casa dei fantasmi poiché coloro che hanno lavorato all’interno della struttura durante la fase di restauro hanno percepito delle presenze molto inquietanti.

Molti affermano di aver visto luci accendersi e spegnersi da sole, oggetti spostarsi e aver sentito passi, voci di persone e rumori di catene provenienti dalla cantina. Questi fenomeni accadevano principalmente durante la notte.

Si dice che la struttura un tempo fosse abitata da frati che in seguito vennero imprigionati nella cantina e uccisi brutalmente.

Gli accadimenti strani non si verificano però soltanto all’interno della casa: alcuni anni fa pare che un incidente stradale nella notte sia costato la vita a due ragazze.

Da allora, di quando in quando ad alcuni passanti capita di incontrae due giovani dal viso molto pallido, quasi cadaverico, fare l’autostop proprio davanti alla casa.

Il fantasma senza testa della torre di Novi Ligure

Novi Ligure è un comune in provincia di Alessandria molto vicino all’Appennino Ligure, incastonato tra verdi colline e vigneti. D’impatto può sembrare un normalissimo paese piemontese, ma in realtà nasconde una leggenda molto antica, oscura e tetra.

Si narra infatti che vicino alla Torre, unica parte rimasta del castello medievale , nelle notti di luna piena compaia uno strano cavaliere senza testa che, in sella al suo destriero, compie qualche giro intorno all’antica costruzione, per poi sparire tra le sue mura.

Chi sarà mai questo cavaliere, e perché se ne va in giro a cavallo con la testa mozzata?

Difficile dirlo: la storia di questo luogo è decisamente tormentata. Per molto tempo nel castello ci furono lotte interne nella famiglia dei Campofregoso.

Celebre è la figura di Donna Orriga, una tiranna con la passione di uccidere i suoi amanti attraverso trabocchetti. Perciò si suppone che il cavaliere senza testa, che si aggira nei pressi della torre, sia una delle tante vittime della donna.

Coloro che dicono di aver visto il fantasma hanno dichiarato che sopra l’armatura lucente vi sia incisa la frase “Vi a cappella niger” che significa “Uomo, allontanati dalla capra”. Molti pensano che questa scritta sia un avvertimento, per tutti colori che si avvicinano alla torre, di stare lontano proprio da Donna Orriga di Campofregoso.

Esiste però un’altra versione della storia, secondo la quale il fantasma sarebbe un cavaliere al servizio di un signore feudale molto potente che fu catturato dai torinesi e decapitato nel castello.

E tu? Credi a queste leggende?

Daniele Farina

Cremonese doc, sono stato per undici anni disegnatore elettronico, poi la voglia di fare delle mie passioni un lavoro mi ha portato a gestire una formaggeria-salumeria. Tra camembert e culatelli, forme di grana e prosciutti, nel cuore ho sempre riservato un posto per la musica, la birra e la montagna. Da quando ho incontrato Martina, un po’ di quello spazio se l’è preso il Monferrato. | Visita sito

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