Da un antico vitigno autoctono del Monferrato nasce uno dei vini rossi del Piemonte più diffusi e apprezzati. Non il più raffinato, ma comunque piacevole e beverino: il Dolcetto

Se si parla di Piemonte, la prima cosa a cui viene automatico pensare è il vino e per il Monferrato il Dolcetto è uno dei più rappresentativi. Questa cosa l’ho sperimentata in prima persona. Da anni ormai, quando mi capita di parlare con qualcuno che non conosco e spunta l’argomento “compagna piemontese del Monferrato”, il primo commento è sempre: “che fortuna, lì hanno il vino buono!”…

A differenza di altri vini della zona, come il Grignolino o la Freisa, che non sono poi così conosciuti al di fuori dei confini regionali, il Dolcetto del Monferrato gode di una fama di tutto rispetto anche all’estero.

Se si sta cercando in enoteca una bottiglia rappresentativa dei vini astigiani, in tema di rossi un Dolcetto è da tenere in considerazione.

 

bottiglia dolcetto monferrato

Un calice di Dolcetto del Monferrato è adatto a ogni momento

Il vino Dolcetto del Monferrato nasce da uno dei vitigni autoctoni del Piemonte più diffusi e, per quanto il nome possa suggerire il contrario, la sua vinificazione porta sempre ad ottenere vini secchi.

Monferrato Dolcetto: caratteristiche organolettiche

L’uva Dolcetto è naturalmente ricca di tannini ma con bassa acidità e il prodotto della sua vinificazione ha un colore intenso, di un rosso rubino con sfumature violacee. Il Dolcetto è un vino che viene bevuto per lo più giovane, ma in alcuni casi, se ben vinificato, questo rosso del Monferrato si presta anche a invecchiamenti che possono raggiungere anche gli otto anni.

Lasciatemi fare una premessa: io sono quello che si dice una buona forchetta ma, per quanto possa essere appassionato di cibi e bevande dal buon gusto, non posso certo dire di avere anche un palato sopraffino. Riporterò quindi una breve descrizione tecnica che una mia conoscenza risalente al periodo in cui vendere cibo era il mio lavoro, esperto conoscitore di vini, mi ha gentilmente concesso:

“il Dolcetto è un vino molto beverino e delicato, sul palato è piuttosto morbido e la gradazione alcolica non è praticamente mai elevata. Il profumo è di frutti rossi, il gusto intenso con un tocco ammandorlato”.

Anche se non sarei mai stato in grado di fare un’analisi così accurata devo dire che, assaggiandolo dopo averla sentita, mi ci sono ritrovato.

Il vitigno e un po’ di storia

Anche se a tavola mette tutti d’accordo, il vino Dolcetto può essere causa di dissapori territoriali, noi ovviamente sosteniamo chi assegna al Piemonte, o meglio al Monferrato, l’origine del vitigno – non avremmo potuto fare diversamente, no? – ma anche in Liguria c’è qualcuno che ne rivendica i natali.

La prima apparizione scritta su documenti dell’uva Dolcetto risale al 1953 ed è stata rinvenuta nel Comune di Dogliani, in provincia di Cuneo. Scientificamente l’esistenza del vitigno è stata accertata solo nel 1798 e, circa quarant’anni più tardi, il botanico Giorgio Gallesio ne fece una descrizione approfondita nel suo libro Pomona italiana, trattato degli alberi fruttiferi.

Oltre a quella territoriale il Dolcetto è oggetto anche di una disputa etimologica. Le ipotesi sull’origine del nome sono due: c’è chi sostiene che derivi dal termine dialettale piemontese “duset”, che tradotto significa dosso o collina, ma l’ipotesi più accreditata invece vuole che il nome sia dovuto alla grande dolcezza propria di quest’uva quando ben matura.

bicchiere vino rosso

Il tipico rosso intenso di un calice di Dolcetto del Monferrato

Dolcetto DOC e DOCG

Al vino Dolcetto sono state riconosciute diverse DOC, la prima è risalente al 1972 ed è stata assegnata al Dolcetto di Ovada. Il Monferrato è titolare di altre due denominazioni d’origine e sono il Dolcetto d’Asti DOC e il Dolcetto d’Acqui DOC

Altre DOC si producono al di fuori del Monferrato, nelle Langhe il più conosciuto è il Dolcetto d’Alba DOC. Il Dolcetto di Dogliani invece è l’unico che può fregiarsi del titolo DOCG.

Oltre al Monferrato Dolcetto DOC le uve dolcetto possono essere impiegate anche nella produzione dei vini a denominazione Monferrato Rosso DOC.

Monferrato Dolcetto: i nostri abbinamenti consigliati

Grazie alla sua leggerezza il Dolcetto è un vino che si adatta a ogni occasione. La gradazione alcolica contenuta e il vago sentore amarognolo che lascia sul palato fanno si che a tavola il Dolcetto sia un vino che si accompagna praticamente a tutto.

Tagliere di salumi e formaggi: il compagno ideale di un calice di dolcetto per la merenda sinoira perfetta

Se vi trovate da queste parti a mangiare e non sapete quale vino abbinare ai vostri piatti, con una bottiglia di Dolcetto andate sul sicuro. A tavola il Dolcetto del Monferrato è un ottimo compagno per salumi e formaggi, agnolotti e pasta fresca in generale, ma anche per secondi di una certa importanza come i bolliti.

Vino Dolcetto: i prezzi

Quando si parla di vini dare un’indicazione di prezzo non è mai semplice, forse neppure possibile. Sono molte, troppe le varianti in gioco per poter dare una risposta univoca all’ipotetica domanda: “Quanto costa una bottiglia di Dolcetto?”.

Molto dipende dalla cantina produttrice, dall’età del vino, dalla zona di produzione e quindi dal tipo di Dolcetto. Un Dolcetto d’Asti può variare di prezzo rispetto a un Dolcetto di Dogliani DOCG e tralasciando gli imbottigliamenti più particolari posso indicarvi un range di prezzo che mediamente va dai 6/7€ fino a 17/18€.

Daniele Farina

Cremonese doc, sono stato per undici anni disegnatore elettronico, poi la voglia di fare delle mie passioni un lavoro mi ha portato a gestire una formaggeria-salumeria. Tra camembert e culatelli, forme di grana e prosciutti, nel cuore ho sempre riservato un posto per la musica, la birra e la montagna. Da quando ho incontrato Martina, un po’ di quello spazio se l’è preso il Monferrato. | Visita sito