I vini del Monferrato sono conosciuti e apprezzati in tutto il mondo, ma, tra tutti, quello a cui viene automatico subito pensare è la Barbera, vero e proprio simbolo del territorio. Ecco le caratteristiche e come abbinarla per una perfetta degustazione in stile monferrino!

Caratteristiche organolettiche della Barbera d’Asti e del Monferrato

La Barbera è un vino intenso nel colore, con il suo rosso rubino, così come nei profumi, speziati, floreali, di frutta rossa, prugna e ciliegia. È un vino di elevata acidità, particolarmente piacevole e beverino.

È il vino principe delle tavole monferrine, adatto per accompagnare tutto il pasto, ma è ottimo anche da aperitivo come alternativa per chi non è amante dei classici bianchi.

Barbera del Monferrato e Barbera d’Asti: abbinamenti consigliati

Da buon vino rosso corposo, la Barbera si sposa alla perfezione con piatti ricchi di gusto, antipasti, primi o secondi. La Barbera è una presenza quasi scontata sulle tavole monferrine: i migliori abbinamenti li si ottengono con agnolotti, arrosti, carni rosse o piatti ricchi come il bollito misto alla piemontese.

Un calice di Barbera d’Asti DOCG si accompagna benissimo anche con un risotto, specie se al tartufo (altro vero Re delle nostre terre), salumi e formaggi.

calice di barbera del monferrato

Oltre che essere un ottimo abbinamento però, la Barbera può diventare anche un interessante ingrediente per ricette: non si sbaglia certo scegliendola per preparare un brasato!

Barbera d’Asti DOCG e Barbera del Monferrato Superiore DOCG

La Barbera del Monferrato viene prodotta in circa 250 comuni sparsi tra Basso e Alto Monferrato, sia nella provincia di Alessandria, sia di Asti. Il vitigno risente molto delle specificità del suolo e con esso, conseguentemente, anche il prodotto finale.

Ecco perché in tutto il Monferrato sono ufficialmente riconosciute più varietà di vino Barbera:

  • Barbera d’Asti DOCG
  • Barbera d’Asti Superiore DOCG
  • Barbera del Monferrato Superiore DOCG

degustazione di una barbera d'asti

Cosa significa Superiore?

La Barbera Superiore si differenzia dalla sua versione semplice per essere prodotta a partire dai grappoli migliori.

Per potersi fregiare dell’appellativo Superiore, il vino deve subire un invecchiamento minimo di 14 mesi, 6 dei quali in botti di legno e la gradazione alcolica minima è di 12,5°, contro i 12° della Barbera semplice.

La differenza tra una Barbera d’Asti DOCG e una Barbera d’Asti Superiore DOCG è notevole. Gli amanti dei vini rossi del Monferrato più freschi e beverini preferiranno sicuramente il primo, più leggero e dai sentori fruttati.

Al contrario la Barbera Superiore darà soddisfazione al palato di chi è in cerca di un vino di carattere, corposo e dal sapore complesso.

bicchiere di vino rosso del piemonte

Barbera d’Asti DOCG

La Barbera d’Asti DOCG viene prodotta a cavallo delle provincie di Alessandria e di Asti, rispettivamente in 51 e 116 comuni. Nel 2000 sono state riconosciute 3 sottozone di produzione: Nizza, Tinella e Colli Astiani.

Il disciplinare di produzione della Barbera d’Asti DOCG, per la composizione del vino, prevede l’utilizzo di un minimo del 90% di uve barbera, il restante 10% d vitigni a bacca nera non aromatici autorizzati alla coltivazione in Piemonte.

Barbera del Monferrato Superiore DOCG

La Barbera del Monferrato Superiore DOCG viene prodotta in una zona compresa tra la provincia di Alessandria e quella di Asti, che in buona parte si sovrappone a quella di produzione della Barbera d’Asti DOCG.

La composizione della Barbera del Monferrato Superiore DOCG deve essere per un minimo dell’85% di vitigno Barbera, il restante 15% (massimo) può essere Freisa, Dolcetto e Grignolino, insieme o da soli.

Barbera: vitigno e un po’ di storia

Tra tutti quelli coltivati in Piemonte e nel Monferrato, il vitigno Barbera è il più diffuso, ma la sua storia non arriva così tanto indietro nel tempo come invece accade per altri vini del Monferrato e del Piemonte, ad esempio Grignolino e Nebbiolo.

vigneto di barbera nel Monferrato

In ogni caso le origini del vitigno sono antichissime, nonostante c’è chi sostiene che le prime testimonianze scritte della presenza della Barbera (è tradizionalmente chiamata al femminile) sul territorio monferrino risalgano soltanto al XVIII secolo.

Tuttavia si ipotizza che in Piemonte si fosse scritto della barbera già nel 1304, con il nome di Grissa (anche se non esistono prove inconfutabili che si tratti dello stesso vitigno) ma sono comunque stati rinvenuti dei documenti datati 1514 dove la citazione è invece chiarissima.

Nel tempo la Barbera è diventato il vitigno a bacca rossa più diffuso sul territorio piemontese.

Da vino di bassa caratura quale era considerata in passato, con l’evolversi delle tecniche e dei processi di vinificazione, la Barbera nel tempo ha raggiunto ben altri livelli.

Dalla sua vinificazione si possono ottenere ottimi vini da consumare giovani, così come si riescono ad apprezzare le sue evoluzioni in vini più strutturati prolungandone l’invecchiamento e l’affinamento.

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Daniele Farina

Cremonese doc, sono stato per undici anni disegnatore elettronico, poi la voglia di fare delle mie passioni un lavoro mi ha portato a gestire una formaggeria-salumeria. Tra camembert e culatelli, forme di grana e prosciutti, nel cuore ho sempre riservato un posto per la musica, la birra e la montagna. Da quando ho incontrato Martina, un po’ di quello spazio se l’è preso il Monferrato. | Visita sito

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