Colline ricoperte di vigneti, antichi castelli e un ricchissimo patrimonio enogastronomico è ciò a cui siamo abituati a pensare quando sentiamo parlare di Monferrato. Il territorio, però, nasconde anche delle curiosità meno note e delle particolarità che non si trovano da nessun’altra parte al mondo.

Pronti a scoprire il lato più unico e bizzarro del Monferrato?

1. Il paese dei babaci

Come molti altri piccoli borghi il Comune di Maranzana, in provincia di Asti, è stato oggetto nel corso degli ultimi decenni di un graduale spopolamento. Dai 1250 abitanti di inizio secolo, oggi le persone in carne ed ossa che vivono qui sono diminuite fino a restare meno di 300.

Decisi a lottare contro l’appellativo di “paese fantasma”, però, gli abitanti di Maranzana non si sono persi d’animo e hanno pensato: “se le persone qui non ci vengono a vivere, le costruiremo noi!”.

In realtà noi non sappiamo se davvero il pensiero comune è stato questo, ma ad ogni modo i maranzanesi hanno trovato un modo molto creativo di aumentare la popolazione: il paese è da alcuni anni meta di attrazione turistica grazie ai molti “babaci”, ovvero ai pupazzi creati dalla popolazione locale e sparsi per il paese, intenti a vivere scene di vita vissuta.

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Babaci per le strade di Maranzana

Ecco che, da inizio aprile a fine settembre, il borgo si popola di contadini di pezza, persone intente a godersi il panorama sulle panchine, babaci alla fermata dell’autobus, bere qualcosa al bar o farsi visitare dal medico. Il piccolo borgo rivela così divertenti sorprese ad ogni angolo.

2. Le panchine giganti

Aggirandovi per il Monferrato vi siete imbattuti in una strana panchina gigante? Non stupitevi, ce ne sono tante in giro per il territorio: fanno parte del Big Bench Community Project, un progetto ideato dal designer americano Chris Bangle per la valorizzazione del territorio.

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La grande panchina di Sala Monferrato

Le panchine giganti sono posizionate in punti panoramici: tutto quello che dovete fare è sedervi, rilassarvi, e godervi la sensazione di tornare un po’ bambini.

3. Il Bialbero di Casorzo

Perché essere semplicemente un ciliegio, oppure un gelso, quando si possono essere entrambe le cose? Il Bialbero di Casorzo è un rarissimo esemplare di ciliegio cresciuto sulla sommità del gelso: entrambe le piante sono vive e in salute e, ogni anno, regalano la loro fioritura diversificata.

Il bialbero di Casorzo, sul Sentiero del Malvasia

Come sia potuto nascere questo strano albero è soltanto ipotizzabile: probabilmente un uccello ha lasciato cadere un seme di ciliegio all’interno del tronco cavo del gelso, lasciando la possibilità alla pianta da frutto di sviluppare radici fino a terra e di crescere come se si trovasse direttamente nel terreno. Così oggi il bialbero è una rarità che attira visitatori e curiosi in ogni stagione e, in particolare, tra marzo e aprile, quando le foglie del gelso iniziano a germogliare e il ciliegio è già in piena fioritura.

4. La città più piccola d’Italia

Credete che la definizione di “città” dipenda esclusivamente dal numero di abitanti di un luogo? Preparatevi a ricredervi: benvenuti a Moncalvo, la città più piccola d’Italia. Ad appena 20 km da Asti, questo borgo di origine romana ha ricevuto il titolo di città da Ferdinando Carlo Gonzaga nel 1705, con successiva conferma, nel 1774, da parte di Vittorio Amedeo.

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Piazza Garibaldi a Moncalvo

Oggi Moncalvo conta poco più di 2.900 abitanti ma è una cittadina ricca di attrattività enogastronomico e storico: dai bastioni medievali si gode di una splendida vista sulle colline del Monferrato, mentre il centro è costellato di insegne storiche che lo rendono particolarmente affascinante. Tra le viuzze del piccolo borgo si celano poi edifici antichi di grande pregio, come la Casa Lanfrancone, edificio di origine gotica. Feste del vino, del tartufo e del bue grasso offrono ricche e gustose occasioni di visitare la cittadina!

5. Gli infernot

Divenuti patrimonio Unesco, gli Infernot sono delle meraviglie nascoste che è possibile osservare soltanto in Monferrato. Queste affascinanti cantine scavate nella pietra sono uniche al mondo e tutte diverse le une dalle altre. Nei paesi costruiti su un terreno ricco di una particolare roccia arenaria nota come pietra da cantoni, molto facile da lavorare, quasi ogni casa cela il proprio infernot personale fatto di scale e stanzette con nicchie, ripiani scavati nella roccia, motivi decorativi scolpiti e tavoloni in pietra. Alcuni di questi infernot sono aperti per visite tutto l’anno oppure in occasione di eventi particolari.

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Vista di un infernot a pianta tonda

6. I paesi con le conchiglie nelle pareti delle case

Chi mai penserebbe di andare a cercare conchiglie in Monferrato? Eppure, in alcune zone questa terra ne è particolarmente ricca, ma per trovarle bisogna guardare in posti inaspettati, come le pareti delle case. Proprio così: in alcuni Comuni, come Cella Monte, iscritto nella lista dei Borghi più belli d’Italia, i muri esterni delle abitazioni sono impreziositi da resti fossili di conchiglie di vario tipo e dimensione.

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Uno scorcio di una via del centro di Cella Monte

Questo fenomeno dipende dal fatto che milioni di anni fa il Monferrato era una terra lambita dal mare. Oggi, di quelle acque restano soltanto le conchiglie incastonate nella pietra da cantoni, una roccia arenaria particolarmente facile da lavorare e, per questo, utilizzata per costruire le case. Aggirandosi per Cella Monte, Camagna, Olivola e altri paesi limitrofi ci si può divertire a scovare questi piccoli tesori perfettamente conservati.

7. Il Belvedere più romantico d’Italia

Coniolo è un piccolo Comune del Monferrato con meno di 500 abitanti, che però vanta un primato speciale: è noto come il paese che ospita il Belvedere più romantico d’Italia. Merito della splendida vista che nei giorni più limpidi abbraccia quasi l’intero arco alpino, ma anche di una curiosa iniziativa comunale.

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Il romantico belvedere di Coniolo

Il Belvedere accoglie, infatti, una graziosa cornice per fotografarsi con lo splendido sfondo montano, ma soprattutto una teca dedicata a tutti gli innamorati: all’interno di essa nella stagione di fioritura vengono poste tre rose fresche a disposizione degli innamorati in vena di dichiarazioni e proposte. La teca può essere aperta da chiunque si senta in vena di romanticismo, ma a una esplicita condizione: “Aprire soltanto in caso di vero amore”.

Martina Pugno

In perenne viaggio tra Cremona e il Monferrato, amo godermi tutto il bello delle colline in cui sono nata. Se vuoi sapere di più su come trascorro il mio tempo in Monferrato leggi i miei post, troverai spunti utili. Se, invece, vuoi sapere cosa faccio quando non girovago tra un sentiero e l’altro, puoi leggere qui: www.martinapugno.com. | Visita sito

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